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Federico Costantini

… Bologna chiama, Roma risponde… ulteriori riflessioni sulla Street Art

La Street Art ci interessa perchè esiste una profonda affinità tra il writer e l’hacker.

…La ridefinizione dei confini tra”pubblico” e “privato”, la proprietà come terreno di confronto polemico, il luogo pubblico come spazio vuoto da riempire di significati, i tag, la “condivisione”, l’anonimato, l’uso di tecniche di “guerriglia”…

La Street Art è off line ciò che l’hacking è on line.

Questa è la doverosa premessa per un post in cui si segnala la mostra «Guerra, capitalismo e libertà», – precisamente “War, Capitalism & Liberty” – nella quale vengono esposte opere di Banksy, artista di Bristol che non ha bisogno di presentazioni.

Valgono le medesime considerazioni riportate nel post riguardante la mostra sulla Street art a Bologna.

A questo punto ci si potrebbe chiedere chiedersi non solo se Banksy cancellerà le sue opere come Blu, o se la Street Art, così istituzionalizzata, non sia diventata “boring”.

In un museo di Shangai alcuni bambini hanno distrutto un’opera d’arte sotto gli occhi divertiti delle madri… “piccoli writers/hackers crescono”?

 

 

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