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Federico Costantini

Taturo Atzu @ Paradoxa. Ovvero: giustizia e paradossi friulano-giapponesi

Gli abitanti del capoluogo friulano sfiorano quotidianamente il paradosso, perlomeno ogni volta che camminano in Piazza Libertà.

Il paradosso riguarda il nome della piazza e i monumenti che vi sono collocati.

In tale luogo, infatti, sono collocate due statue che sono simboli di soggezione e non di libertà. La statua del Leone di San Marco (Venezia) la statua della Pace (Francia napoleonica).

Bel modo di celebrare la libertà.

Nella medesima piazza c’è un’altra statua, quella della Giustizia, che viene fotografata da due generi di persone: i turisti un po’ annoiati e i giuristi un po’ esaltati.

Per dire, questa è una foto che avevo fatto in occasione dell’ultima eclisse.

Ed eccoci all’ennesimo paradosso.

Il 17 aprile scorso è stata inaugurata Paradoxa, mostra di arte contemporanea – aperta fino al 28 agosto – a cura di Denis Viva, promettente curatore che lavora tra Udine, Trento e Roma.

Una delle opere, create dal giapponese Taturo Atzu consiste essenzialmente in un intervento sulla statua della giustizia.

L’artista ha costruito attorno ad essa una specie di casetta che è stata arredata come un salotto. La televisione, il divano, la libreria, le pantofole.

Meraviglioso.

Qualche foto per dare l’idea.

 

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