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Dis-fare un manifesto

manufatto n. 1

“A Città del Messico erano finiti a una mostra di quadri della bellissima esule spagnola Remedios Varo: nel pannello centrale di un trittico intitolato Bordando el Manto Terrestre c’erano alcune delicate fanciulle con i visi a cuore, gli occhi grandi e i capelli simili a fili d’oro, prigioniere in una stanza in cima a una torre circolare, che ricamavano una specie di arazzo traboccante dalle feritoie nel vuoto, cercando disperatamente di colmare quel vuoto: poiché in quell’arazzo erano contenute tutte le altre costruzioni e le creature, tutte le onde, navi e foreste della terra, e l’arazzo era il mondo” (T. Pynchon).

cancellazione del
m a n i f e s t o?
– iconografia – ἀποφάινεσθαι
come pro-vocare la manifestazione di ciò che è manifesto?
o il manifesto sarà soltanto tale una volta che avrà smesso di esistere?

003-malevic-manifesto-suprematismoIn occasione del 98esimo anniversario della pubblicazione del Manifesto Bianco di Kazimir Malevic, il Laboratorio di diritto letteratura politica propone una riflessione che parta dal significato del Manifesto come strumento di lotta (giuridica, letteraria, politica, artistica) per arrivare sino al manifesto del Collettivo Officina Sedici.

Quali sono gli aspetti salienti di una riflessione sulla nozione di Manifesto, a cent’anni dalla fondazione delle principali Avanguardie storiche del Novecento? Si dà ancora la possibilità di un Manifesto, dopo il Novecento – come pensarlo, secondo quale politica, quali protocolli teorici?
Il Numero Zero, quindi, a partire dalla proposta di Manifesto del Laboratorio, chiederà a chi lo desidera di (ri)muovere (dal)le quattro proposizioni – e dalle rispettive “annotazioni” – contenute in quest’ultimo per proporne una riscrittura, una discussione critica, una (nuova) messa in questione.

Non ci sarà Manifesto, dunque, che nella sua cancellazione, che come cancellazione.
Esso non sarà tale, cioè, se non in quanto sarà reso progressivamente non-manifesto, in quanto attraverso la sua riscrittura verrà cancellato da altri testi, che lo produrranno dunque nella sua stessa cancellazione.
L’obiettivo è quello, in ultima istanza, di riuscire a scrivere un nuovo manifesto – che si sostituisca al primo – che, dalle firme iniziali, si faccia finalmente senza-firma, senza-titolo, senza-diritto, che sia davvero anonimo, impersonale, e anche sempre senza-testo, pur non essendo altro che testo.
Ciascun contributo – la cui lunghezza non dovrà eccedere i 10.000 caratteri – potrà soffermarsi sulla questione generale della legittimità di un pensiero-manifesto, oppure potrà proporre una particolare lettura di una delle quattro proposizioni, tentandone una messa in discussione o un approfondimento ulteriore.

Invitiamo pertanto tutti coloro che fossero interessati, a voler inviare una proposta di saggio entro il 31 dicembre 2016, ed il contributo entro il termine del 28 febbraio 2017, entrambi all’indirizzo e-mail info@officinasedici.org.

Nelle prossime settimane verrà estesa la composizione del Comitato scientifico internazionale che sopraintenderà e prenderà parte all’iniziativa, e verrà fornito a coloro che ne fossero interessati il nominativo della casa editrice con la quale verrà pubblicato il volume, non oltre il mese di giugno 2017.

I contributi potranno essere consegnati – sempre a mezzo posta elettronica – in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese e saranno sottoposti ad un doppio blind review da parte di esperti nelle materie in questione, selezionati per l’occasione dai responsabili del laboratorio.

Si chiede di inviare i contributi esclusivamente in formato word.

Grandi autori per i pezzi esposti alla galleria Montrasio Arte di Milano per la mostra

In copertina: Lucio Fontana, “Concetto spaziale”, 1956: ceramica policroma 36×72 cm

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