i n q u i e t u d i n i

Emilio Isgrò, Vocale “O”, 1973.

La sezione Inquietudini vuol essere uno spazio in cui far proseguire, dal punto di vista del metodo, i lavori del Laboratorio, sondando negli spazi interstiziali che si trovano tra il diritto e la letteratura, per portare alle estreme conseguenze il discorso sulla letteratura, e per verificare quali siano le torsioni in senso sostanziale del linguaggio ― per far esplodere le contraddizioni della parola giuridica (e del linguaggio politico, naturalmente: ma si dà per assodato che la parola giuridica non possa prescindere dalle categorie del politico).

Far esplodere le contraddizioni, per noi, significa valutare tutto ciò che sta tradizionalmente fuori dal linguaggio giuridico e si situa in quegli interstizi che il discorso giuridico moderno ha rifiutato, ritenendo quel “fuori” un campo destinato ad altri.

Ma è solo attraverso quel “fuori” che si riesce a fornire una indicazione più completa di ciò che sta all’interno del discorso giuridico ― onde provocarne la contraddizione.