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Primo Anno

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Il 15 giugno 2016 è stato inaugurato il sito del Laboratorio di diritto letteratura politica del collettivo Officina Sedici.

In occasione dell’approssimarsi dell’anniversario del primo anno di attività vorremmo ringraziare tutti coloro che hanno letto il nostro Periodico, quanti hanno condiviso con noi le loro riflessioni, e tutti coloro che a vario titolo sono divenuti nostri amici e seguaci.
A partire da questo primo anniversario vorremmo puntare alla estensione di contenuti e di contenitori, per questo motivo lanciamo la sopra-scrizione virtuale del nostro manifesto, chiedendo ai nostri amici e conoscenti di mobilitarsi.

Officina Sedici è ora un’associazione, e ha bisogno di soci che la rinvigoriscano.

Chiediamo a tutti coloro che hanno intenzione di farne parte di impegnarsi a versare non una quota di denaro, ma una quota di idee, sia nell’occasione festosa del primo anniversario che anche successivamente, nel corso dell’Estate.

Diventare soci di Officina Sedici è molto semplice: basta scrivere una mail al nostro indirizzo (info@officinasedici.org) indicando nell’oggetto la richiesta di adesione, oppure utilizzare il modulo sotto riportato. I nuovi soci riceveranno una mail di conferma, e potranno inviarci segnalazioni, consigli di lettura e richieste di recensioni, che saranno tutte ospitate e diffuse nel nostro network.

Le modalità di partecipazione, invece, possono essere quelle, consuete, della Permanent call, oppure altre, diverse – proposte non di soli contenuti ma di contenitori nuovi, rubriche tematiche aperte alla sottoscrizione di amici e conoscenti.

Coloro che fossero interessati sono pregati di scriverci all’indirizzo info@officinasedici.org.

Coloro che invece volessero semplicemente prendere parte a questo progetto, possono rimanere in contatto attraverso la pagina internet del nostro Periodico, oppure attraverso i social network.

 

Grazie a tutti!

 

CREATIVITÀ, IMMAGINE, FOTOGRAFIA

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Sabato 3 dicembre 2016, alle ore 18.30, presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione (IUSLIT) dell’Università degli Studi di Trieste – sede di via Fabio Filzi 14, il Centro Internazionale di Studi e Documentazione per la Cultura Giovanile, con la collaborazione di Officina Sedici, invita l’artista Francesca Loprieno a dialogare sul tema “Creatività, immagine, fotografia”, nell’ambito della terza edizione di “Giovani Cultura e Istituzioni”, giornate di studio sul tema “Lavoro: storie, culture, diritti”. Il dibattito sarà presentato da Mila Lazic.

Note sull’artista:

Francesca Loprieno è un’artista che lavora tra l’Italia e la Francia. Laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Roma in Fenomenologia dell’arte contemporanea è una ricercatrice presso l’istituto IHEAP di Parigi dove svolge una ricerca sull’analisi delle forme del dittico in fotografia all’era delle nuove tecnologie. I suoi studi nel campo della fotografia sono stati approfonditi a Parigi presso l’Ecole Nationale Superieure des Arts Decoratifs (ENSAD). Esperta in mediazione artistica, ha conseguito un Master in “Fotografia, Video e Teatro per la mediazione artistica” presso l’Università Antonianum di Roma. La sua ricerca artistica si concentra sull’analisi dello spazio in relazione alle problematiche del viaggio e ai mutamenti dell’identità personale, collettiva ed emotiva. Viaggio concepito non solo come atto intimo e mentale, ma anche come attraversamento di uno spazio fisico. Perdita della percezione e della consapevolezza del tempo diventano nelle sue opere una condizione essenziale di vita che si manifesta in una nuova contemplazione dello spazio riorganizzato e rappresentato. Il suo progetto “Identi-Kit” è stato esposto alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte “Biennale di Venezia” nel 2011. Attualmente partecipa a numerose esperienze collettive e personali in gallerie e istituzioni di varie città d’Italia e all’estero. Tra il 2015 e il 2016 ha partecipato a numerose residenze artistiche, tra cui una in Libano, presso il Beirut Art center, dove ha prodotto una ricerca video/fotografica sul concetto di “linea invisibile” che divide la città in due porzioni di spazi in bilico tra la memoria personale e collettiva di un popolo, in un territorio in cui il potere politico e religioso hanno preso il sopravvento sull’umanità. Francesca Loprieno insegna Teoria della Percezione Visiva, Progettualità e Processi di Creatività presso enti privati, pubblici e associazioni di promozione e cultura fotografica in Italia e in Francia.

 

Info artista:
Francesca Loprieno
www.francescaloprieno.com

Info organizzazione:
Centro Internazionale di Studi e Documentazione per la Cultura Giovanile (CISDCG)
Gabriella Valera
centrostudicultgiov@gmail.com

Info pratiche:
Università degli Studi di Trieste
Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione
Sabato 3 dicembre 2016
dalle 18.30 alle 19.30
Via Fabio Filzi 14
Trieste

 

LA VITA E IL NUMERO. PRESENTAZIONE DEL NUMERO 3 DELLA RIVISTA LA DELEUZIANA

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PRESENTAZIONE DEL NUMERO 3 DELLA RIVISTA LA DELEUZIANA

con Sara Baranzoni, Emilia Marra, Paolo Vignola
discussant: Andrea Muni

La Deleuziana è una rivista online di filosofia, composta e curata da una redazione internazionale, che intende sviluppare percorsi di ricerca rivolti alla realtà contemporanea. Il suo scopo è quello di fornire uno spazio di ricerca, pubblicazione e condivisione non solo per gli studiosi, gli amanti e gli interessati alla prospettiva deleuziana ma per tutti coloro che intendono produrre pensiero nonostante e proprio di fronte alla crisi generalizzata – dall’economia al senso -, alla chiusura di ogni orizzonte di alternativa critica e creatrice, alla dispersione dei saperi e all’atomizzazione degli studiosi.
Nel suo terzo numero, La vita e il numero, La Deleuziana si è interrogata su quella nuova immagine del pensiero che abbiamo definito “ideologia dell’immanenza”. Ancora intenti ad assaporare la potenza dell’ultimo testo di Gilles Deleuze, cercando di approdare in quella vita affrancata da soggettività e oggettività, di affetti al di là del bene e del male, ci siamo ritrovati catturati dalle maglie del controllo e catapultati nella più dogmatica delle morali: la verità, ora e subito, senza mediazione.
La costruzione della pura immanenza, una vita, dove l’articolo ci parla «dell’indeterminatezza della persona, ma anche della determinazione del singolare» è oggi rivendicata dagli agenti del “Data Behaviourism”, il cui sogno di annullare il fuori – ossia tutto ciò che non è riconducibile a dati e perciò computabile – è quasi giunto alla realizzazione. In questo mondo apparentemente a-trascendente, nulla può sottrarsi alla digitalizzazione, nessun virtuale resta escluso dal calcolo algoritmico, e ogni effetto – privato della relazione con qualsivoglia causalità, e dunque sempre e comunque presente – è già là, è già (sotto forma di) dato, pronto per essere scoperto o “catturato” da operazioni di correlazione e predizione. Immanenza totale e definitiva. Non sembra davvero realizzarsi l’immensità di quel tempo vuoto descritto da Deleuze, dove l’evento ancora a venire si vede come già arrivato, «nell’assoluto di una coscienza immediata»? E in questa immediatezza ed indistinguibilità del dato con i soggetti/oggetti, non sembra essere infine soppressa l’esistenza di qualsiasi idea trascendente?
Il cortocircuito creato dall’incrocio tra il Poscritto sulle società di controllo e Immanenza: una vita… ha suscitato l’interesse di studiosi afferenti ad ambiti di ricerca e prospettive filosofiche molto diverse che hanno trovato ne La Deleuziana un campo di battaglia all’interno del quale confrontarsi: se Antoinette Rouvroy si interroga sullo statuto del virtuale nella governamentalità algoritmica, ossia in uno spazio-tempo in cui la realtà, in quanto attualità, satura tutto lo spazio, Stiegler propende piuttosto a considerare questo stato di fatto come il sintomo di una certa pigrizia regressiva del pensiero che rende desiderabile il rifarsi ad algoritmi, sgravandosi così dal peso delle scelte. Similmente, ci fa notare in un’intervista edita per la prima volta in italiano in questo volume, gli episodi di cronaca
nella Francia contemporanea possono essere letti come sintomi dell’impossibilità della transindividuazione, la cui causa principale è proprio la mancanza di modelli ai quali riferirsi, con un conseguente allargamento delle fila dei gruppi radicali. Miseria simbolica, affettiva e noetica, la necessaria riformulazione della lotta per il riconoscimento dà vita a un’ideologia della cyberculture, il cui tratto principale, come ci spiega Geert Lovink, è la perdita del controllo da parte degli althusseriani apparati di Stato in favore delle regole del mercato. Sul piano dell’economia politica, il contributo del collettivo Obsolete Capitalism ci offre un’analisi dei centri di resistenza alla schiacciante composizione triangolare data da potere, disciplina e controllo: corpo, libidine, “virus della rivolta” e cultura schizo diventano le nuove armi contro l’algebra del male (circuito superiore della trasmissione e del controllo).

Di questo, delle numerose prospettive presenti nel numero grazie ai contributi di Alessandro Foladori, Giulio Piatti, Natascia Tosel, Fulvio Forte, Pierluca D’Amato, Adam Linder, Yuri di Liberto e Lucia Amara, e dei prossimi progetti de La Deleuziana parleranno Sara Baranzoni, Emilia Marra e Paolo Vignola, in dialogo con Andrea Muni, presso il Knulp di Trieste venerdì 18 novembre a partire dalle ore 20.

NEW EXTENDED DEADLINE

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nuova scadenza per la consegna dei manoscritti
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We are pleased to announce a new extended deadline for the call for papers for “Dis-fare un manifesto”.
The new deadline for submission is the 28th FEBRUARY 2017.

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Il Laboratorio di diritto letteratura politica ha esteso il termine per la presentazione dei contributi ai fini della predisposizione del volume Dis-fare un manifesto.

Invitiamo tutti coloro che fossero interessati, a voler inviare una proposta di saggio entro il 31 dicembre 2016, ed il contributo entro il termine del 28 febbraio 2017, entrambi all’indirizzo e-mail info@officinasedici.org.

Nelle prossime settimane verrà estesa la composizione del Comitato scientifico internazionale che sopraintenderà e prenderà parte all’iniziativa, e verrà fornito a coloro che ne fossero interessati il nominativo della casa editrice con la quale verrà pubblicato il volume, non oltre il mese di giugno 2017.

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In copertina: Lucio Fontana, Concetto spaziale, Tagliere in legno, tempera, cm 39,4x25,3x3,8
In copertina: Lucio Fontana, Concetto spaziale, Tagliere in legno, tempera, cm 39,4×25,3×3,8

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Des-hacer un Manifiesto

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En ocasión del nonagésimo octavo aniversario de la publicación del Manifiesto Blanco de Kazimir Malevic, el Laboratorio de derecho, literatura y política, propone una reflexión que comience desde el significado del manifiesto como instrumento de lucha (jurídica, literaria, política, artística) para llegar al Manifiesto del Colectivo de Officina Sedici.

¿Cuales son los aspectos destacados de una reflexión sobre la noción de Manifiesto, cien años despues de la fundación de las principales Vanguardias históricas del siglo XX? ¿Despues del Novecientos, existe todavía la posibilidad de un Manifiesto? ¿Y en caso afirmativo, como habrá de pensarse ésta posibilidad? ¿Segun que política? ¿Segun que protocolos teóricos?

El Número Zero, entonces, a partir de la propuesta de Manifiesto del Laboratorio, pide, a quien lo desee, re(emprender) desde las cuatros proposiciones – y desde las respectivas “anotaciones” – contenidas en éste último, para proponer una re-escritura, una discusión crítica, un cuestionamiento. No habrá Manifiesto por lo tanto, si no a través de su cancelación, como su cancelación.
Eso será así solo en cuanto se haga progresivamente no-manifiesto; en cuanto, a través de su re-escritura, resulte cancelado por otros textos, que borrandolo, entonces, lo producirán.

El objetivo es, en última instancia, lograr escribir un nuevo manifiesto – que sustituya al primero – que desde las firmas iníciales, se haga sin firmas, sin-título,  sin-derecho; que sea verdaderamente anónimo, impersonal, y también sin-texto, aún siendo nada más que texto.
Cada trabajo – cuya extensión no deberá exceder de los 10.000 caracteres – podrá centrarse en el asunto general de la legitimidad de un pensamiento-manifiesto o proponer una lectura particular de una de las cuatros proposiciones, intentando un cuestionamiento o una ulterior profundización.
Por lo tanto, invitamos a todos los interesados a enviar su trabajo no más tarde del 28 de febrero 2017, al siguiente correo electrónico:info@officinasedici.org.
Los trabajos podrán ser entregados – siempre a través de correo electrónico – en italiano, inglés, francés, alemán, español, portugués, y serán objeto de un doble peer-review por parte de expertos en las materias en cuestión. Se ruega de enviar los trabajos en formato word.

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(Traduzione di Maria Pina Fersini)

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ISSN

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‘Officina Sedici. Periodico di diritto letteratura politica’ ha ottenuto il codice ISSN 2531-520X.

Il suddetto Periodico, tuttavia, non è tenuto alla registrazione ai sensi dell’art. 7, co. 3, del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70 dal momento che questo sito ed i suoi contenuti non costituiscono un “prodotto editoriale” ai sensi della legge 7 marzo 2001, n. 62.

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Francesco Alfieri: la verità sui Quaderni Neri (intervista)

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Riportiamo, per gentile concessione del professor Francesco Alfieri, questa intervista, già rilasciata all’Associazione Spazio Interiore Ambiente di Bologna. Ringraziamo anche l’A.S.I.A. per aver acconsentito alla pubblicazione del materiale video.

Nell’intervista il professor Alfieri ritorna su alcuni dei luoghi del volume Martin Heidegger. La verità sui Quaderni neri (Morcelliana 2016), da lui stesso scritto insieme al professor Friedrich von Herrmann, ultimo assistente di Martin Heidegger. La ricerca compiuta dal professor Alfieri ha messo in luce essenziali passaggi dei Quaderni Neri nei quali Heidegger si esprimeva in modo fortemente critico nei confronti del nazionalsocialismo. La ricerca testé citata è essenziale al fine di mettere in luce i passaggi più deboli della critica che ha investito anche nell’ultimo anno la figura di Martin Heidegger – critica che non si è concentrata tanto sulla filosofia heideggeriana, ma che ha voluto attaccare aspetti della vita privata del filosofo tedesco onde trarne supposti elementi in grado di inficiare l’intero impianto filosofico, in quanto asseritamente denotato da una chiara tendenza nazista ed antisemita. Sarebbe opportuno, invece, ritornare ai testi heideggeriani onde percepire in tutta la sua forza il messaggio di una filosofia che non è nazista né antisemita – e questo risultato si può ottenere solamente attraverso lo studio critico dei testi.

(Intervista: Elena Poletti; Riprese e montaggio: Silvano Bertossa)

 

Presentazione della rivista Europea

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Il 24 giugno prossimo, presso l’Antico Caffè San Marco, alle 18,  a Trieste, verrà presentato il primo numero di Europea, una nuova rivista scientifica tra storia, filosofia e politica.

Introducono Silvio Berardi e Giangiacomo Vale. Intervengono Giulio Maria Chiodi, Giuliana Parotto, Fabio Corigliano. Modera Benedetta Moro.

 

Chi siamo

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Officina Sedici. Periodico di diritto letteratura politica
Via Catraro 7, 34143 – Trieste (TS), Italia
ISSN 2531-520X

Responsabile editoriale
Fabio Corigliano

Comitato editoriale
Laura Cesaro, Fabio Corigliano, Maria Pina Fersini, Tommaso Gazzolo, Marco Gradi, Serena Minnella, Andrea Pinazzi, Ernesto Sferrazza Papa, Cornelia Stefan, Giangiacomo Vale.

Social media manager
Alessandro Cutrona

Il Periodico di diritto letteratura politica non è tenuto alla registrazione ai sensi dell’art. 7, co. 3, del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70 dal momento che questo sito ed i suoi contenuti non costituiscono un “prodotto editoriale” ai sensi della legge 7 marzo 2001, n. 62.

Gli Autori dei contributi presenti in questo sito non sono responsabili di quanto pubblicato dai lettori nei commenti agli stessi.

I diritti delle immagini che compaiono sul sito sono riservati ai legittimi possessori del copyright (che viene sempre indicato laddove possibile). Qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, si richiede ai legittimi possessori del copyright di segnalarlo tempestivamente all’indirizzo info@officinasedici.org.

Il collettivo Officina Sedici è nato il 5 febbraio 2016 – centenario della nascita del movimento Dada, fondato a Zurigo il 5 febbraio del 1916.

I fondatori del Laboratorio di diritto letteratura politica Officina Sedici sono Fabio Corigliano, Tommaso Gazzolo, Marco Gradi e Giangiacomo Vale.

Il Laboratorio così istituito si proponeva di indagare il rapporto tra Diritto, Politica, Filosofia, Antropologia e l’ambito delle “Humanities”, che comprende in senso lato ciò che riguarda l’espressione letteraria ed artistica.

A tal fine, a partire dall’idea di costituire una sorta di officina di studi, il collettivo che ne è nato si è proposto sin dalla fondazione, di aggregare studiosi interessati a sviluppare tali tematiche. Per questo motivo, l’atto di nascita del Laboratorio è stato determinato da un Manifesto, subito diffuso sulla pagina a tale scopo predisposta presso la piattaforma Academia.

Successivamente Officina Sedici è diventato una pagina facebook, e più tardi ancora sono stati attivati dei profili Instagram e Twitter, infine un gruppo LinkedIn.

Il 15 giugno 2016, in occasione del 98esimo anniversario della pubblicazione del Manifesto Bianco di Malevic, è stato inaugurato questo sito, il “Periodico di diritto letteratura e politica Officina Sedici”, che ha ricevuto il codice ISSN 2531-520X.

Il 18 gennaio 2017 è stata registrata presso l’Agenzia delle Entrate di Trieste l’Associazione Officina Sedici Laboratorio di diritto letteratura politica, con sede in via Ciriaco Catraro, 7, 34143 – Trieste e CF. 90151910321. A questo link si può scaricare lo Statuto in formato pdf.

Inaugurazione del sito del Laboratorio

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Il 15 giugno 2016, in occasione del 98esimo anniversario della pubblicazione del Manifesto Bianco di Malevic è stato “inaugurato” il sito del Laboratorio di diritto letteratura politica del collettivo Officina Sedici.

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